Alessandro Nava è un ragazzo che studia Medicina, appassionato di fotografia e amante dei bei paesaggi. Questa è la sua storia legata ad un meraviglioso tramonto, catturato nell’isola di Skye.

Buona lettura.

Il bambino è padre dell’uomo, | e vorrei che la devozione alla Natura | legasse i miei giorni l’uno all’altro

scozia, Isola di Skye.

Mi trovo in viaggio con la mia ragazza per festeggiare la sua sudatissima laurea. È il secondo dei tre giorni di soggiorno su quest’isola.

Mi sveglio col morale basso, le previsioni che ho controllato la sera prima non erano molto buone, anzi : diluvio universale con tempesta dell’anno in tutta l’isola.

Mi alzo, apro le tende e vedo la conferma di ciò che raccontava BBC Weather: vento che sferza gli alberi e la costa, pioggia di quelle tipiche scozzesi (dovete sapere che la pioggia scozzese non è una pioggia comune, cade per inspiegabili leggi fisiche orizzontale al terreno e verso multiple direzioni così da poter bagnare meglio lo stolto che vi si avventura).

Scendiamo a fare colazione, Full Scottish Breakfast : poached eggs, black pudding, bacon, beans, grilled tomatoes and mushrooms, il tutto accompagnato da un earl grey tea. Scambiamo due parole con una coppia di piloti Americani e due ragazzi Austriaci, poi torniamo in camera a sistemarci un po’. Riguardo fuori e… colpo di scena! Il cielo comincia ad aprirsi, le nuvole corrono rapide e molto basse.

Ci prepariamo e in due secondi siamo in macchina in direzione Trotternish per andare a vedere le Kilt rock falls, una cascata che dalla costa si immette direttamente nell’oceano e la cui peculiarità in giorni ventosi come questo, è che l’acqua sembra scorrere al contrario, dal basso verso l’alto.

Quaranta minuti e siamo sul posto, abbastanza spopolato di turisti grazie al meteo che sembra non essere poi migliorato di tanto. Dunque proseguiamo muniti di pantaloni cerati, scarponi e impermeabile, e decidiamo di dirigerci verso il Quiraing, altopiano vulcanico di roccia nera che in giornate del genere si carica di misticismo e di una pace incredibile.

Parcheggiamo la macchina a bordo strada e ci incamminiamo in un piccolo trekking di un’oretta verso non si sa dove. Sentiero piccolo, a ridosso del crinale scosceso della montagna, senza turisti date le forte raffiche di vento (vi ricordate la pioggia scozzese, si?) che ci porta verso una copiosa cascata formatasi dalle abbondanti precipitazioni della notte prima.

Cosa posso volere di più dalla vita? Ah vero, forse il sole….però, mentre camminiamo, le nuvole si aprono man mano e fortificano la mia speranza di vedere finalmente un tramonto nell’isola di Skye.

Nel frattempo si fa tardi e cominciamo il nostro ritorno verso il B&B. Cambiamo strada e decidiamo di fare un percorso meno diretto, ma molto più gratificante dal punto di vista paesaggistico: l’alternanza di montagne, cascate, nebbie e vallate crea un gioco spettacolare e ancestrale, rivelando il vero volto dell’isola. Una bellezza primordiale, ma amorevole allo stesso tempo, incontaminata, che ti travolge col suo mutare repentino strettamente legato al classico clima isolano.

Arriviamo allo Sligachan Old Bridge, famoso ponte da cui si può ammirare lo Sligachan River che in giornate come queste corre impetuoso, carico di acqua a causa delle perturbazioni, con lo sfondo dei Cuillins, delle colline di roccia vulcanica.

Mentre faccio qualche scatto di prova, il sole fa capolino in cielo, preannunciando un tramonto incredibile. Finalmente l’occasione che stavo aspettando. Occasione però che volevo rendere unica e indimenticabile, vivendo il momento in intimità con l’isola e la mia ragazza, senza troppa confusione turistica.

Prendiamo la macchina e ci spingiamo poco più a nord, scendiamo e corriamo quasi a caso lungo uno dei numerosi sentieri, su consiglio della mia ragazza. Mi fido del suo sesto senso, non ci ha mai traditi. Corriamo lungo un piccolo sentiero di roccia vulcanica. Sento che il momento è giusto, lo vivo, ne sono inebriato: chi se ne frega se poco più su c’è una cascata, non mi importa. Sento che il momento per scattare la mia fotografia è quello, che il punto è quello giusto, che ormai la connessione col territorio si è stabilita e devo dare ascolto a quello che l’isola mi sta dicendo: “goditi il momento e catturalo, non fartelo scappare per la ricerca spasmodica della foto perfetta.”

Monto la macchina sul cavalletto e decido di scattare senza filtri aggiuntivi. Valuto l’esposizione e scatto: “CLICK”!

L’otturatore si chiude, l’immagine viene acquisita e processata, ma la cosa non mi sfiora: i miei occhi sono all’orizzonte, a guardare quello spettacolo unico che è la natura, a godermi quell’immenso e fantastico regalo che l’isola di Skye ha voluto farmi quella sera: un tramonto scozzese, carico di nuvole, di freddo, di odori di erba bagnata e di vento. Siamo proprio fortunati a vivere in un pianeta del genere, penso fra me e me.

Visualizzo le foto, e piano piano mi accorgo che l’essermi fidato del mio istinto (e di quello della mia ragazza) ha portato ad un ottimo risultato: è un ricordo unico e meraviglioso per me.

Spero che lo scatto piaccia anche a voi, e che vi arrivino almeno una piccola parte delle emozioni che ho provato in quel momento, più unico che raro.

Grazie ad Alessandro Nava per aver condiviso con noi questa meravigliosa storia!
Vi ricordo che se volete potete inviare il vostro all’indirizzo info@landscapeplaces.com.

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