Ieri sono stato all’evento Fowa PhotoTours, e ho avuto il piacere di provare qualche novità, come la Lytro ILLUM e la nuova Pentax 645Z, oltre ad avere ad intera disposizione il parco ottico Pentax, Samyang, Zeiss e Panasonic.
Non siete curiosi di sapere com’è andata?

Lytro ILLUM

Lytro ILLUM

In Italia la prima Lytro uscita nel 2012 ha lasciato attorno a se un alone di misticismo e scetticismo misti alla curiosità dei nostri fotografi italiani, che non sapendo esattamente cosa fosse e come funzionasse, è rimasta per un bel pezzo lì, in qualche pagina del remoto web.
Dopo l’uscita della nuova ILLUM, una versione aggiornata e completamente rivista della vecchia idea, qualcosa si è mosso negli animi nel mondo della fotografia, e ieri al Fowa PhotoTours di Padova, sono riuscito a stringerla fra le mani.

Com’è fatta?

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La nuova Lytro ILLUM è caratterizzata dalla capacità di scattare fotografie che è possibile mettere a fuoco successivamente, in post produzione, e che possono essere visualizzate su web tramite un frame interattivo, che permette a chi le guarda di giocare con la profondità di campo, l’angolazione dello scatto e addirittura consentire di visualizzarle in 3D.
Il suo design è un potente miscuglio di futuro e attualità del mondo della fotografia, che racchiude un sistema molto complesso di registrazione delle immagini, basato su un sensore a matrice che riesce a catturare i fasci di luce e ogni loro angolazione.

 

Un piccolo Test.

Lytro ILLUM

La prima cosa che capisci quando cominci ad utilizzarla, è che quasi tutto quello che hai imparato in anni di fotografia viene ridotto al minimo indispensabile, e che quello che hai fra le mani è un modo completamente nuovo e diverso di vedere la fotografia.
I primi scatti li fai con un po’ di imbarazzo, come quando scatti per la prima volta con una reflex in vita tua, ma dopo poco cominci ad ingranare e questo è quello che sono riuscito a vedere durante il breve test che ho effettuato.

Il pesante corpo macchina è di notevoli dimensioni, ha un’impugnatura importante, anche se molto difficile da mantenere salda con una sola mano, e l’ottica integrata ( equivalente ad un 30-250mm f/2) è davvero gigantesca.
Le ghiere di impostazione di tempi e sensibilità ISO sono comode da utilizzare e sono posizionate una sotto il pulsante di scatto e una esattamente dietro, come i quattro tasti accanto al display touchscreen, grandi e facili da raggiungere.
Il display è molto ampio, e offre la possibilità di mettere a fuoco direttamente il soggetto tramite un nostro tocco, oltre ad avere a disposizione i menù per modificare il bilanciamento del bianco, la tipologia di messa a fuoco, la raffica, o lo scatto ritardato, oltre alla modalità di scatto che può essere selezionata fra Automatica (P), Priorità ISO (I), Priorità tempi (S) e Manuale (M).

Lytro ILLUM

Il potente zoom 8X (30-250mm) regala una notevole dose di creatività a molti generi fotografici, e devo ammettere di averlo trovato molto versatile.
La ghiera di messa a fuoco è molto fluida e il disegno della gomma che la riveste offre una presa molto salda e precisa, così come lo zoom che è azionato da un motore interno, anche se prima di abituarcisi richiede un po’ di pratica.
La messa a fuoco automatica non è sempre perfetta, però la possibilità di selezionare il fuoco dopo lo scatto sia direttamente sulla fotocamera che nel suo programma di sviluppo non lo fa sembrare un problema, oltre al fatto che una ghiera di fuoco manuale è sempre pronta a sistemare la messa a fuoco quando ci si trova in difficoltà.

In condizioni di luce normale si è comportata molto bene, il bilanciamento del bianco automatico è preciso, e offre tutta la gamma di preset presenti nelle fotocamere normali e reflex odierne.
Ho provato la raffica della fotocamera (3FPS) per capire se davvero la Lytro si sarebbe bloccata processando le immagini, come poco tempo fa era emerso su TheVerge, ma non ho riscontrato alcuna anomalia del caso, quindi non posso che dire che funziona perfettamente.
Lo scatto ritardato si può impostare su 2 e 10 secondi, comodo per farsi degli autoritratti o per mantenere stabile il corpo macchina durante le lunghe esposizioni su treppiede, che possono essere impostate con un tempo massimo fino a 32 secondi.

Cosa ne penso?

Beh, difficile paragonarla a qualsiasi sistema mai provato finora, dato che è unico nel suo genere e con un predecessore che era molto meno completo. Sicuramente a livello creativo resta una novità assoluta, e  già si comincia ad intravedere qualcosa di notevole all’interno della galleria dedicata agli utenti Lytro.
Nonostante questo piccolo assaggio di futuro, resta però una fotocamera ancora migliorabile, che trova spazio nelle borse di chi vuole investire in questa nuova tecnologia, o di chi semplicemente vuole togliersi questo sfizio avveniristico da 1299$.

Qui sotto potete trovare un paio di scatti che ho fatto durante la prova, non sono opere d’arte, ma fanno capire come funziona il sistema di selezione della messa a fuoco, nelle così chiamate “Living Picture”.
Utilizzando il mouse, provate a cliccare sulle varie sezioni del fotogramma: vedrete il fuoco spostarsi!

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