Abbiamo precedentemente visto come si fotografano le stelle e la Via Lattea, utilizzando una tecnica di scatto per immortalarle immobili nel cielo.
Oggi vedremo assieme come creare uno StarTrail, in modo da registrare il loro moto apparente nel sensore, per creare una infinita serie di scie nel cielo che donano movimento e un senso del tutto diverso alla foto.

Se non avete ancora letto la parte precedente, cliccate qui sotto!
Guida base di fotografia: la Via Lattea e gli StarTrail, parte prima.

Di cosa ho bisogno?

Se per fotografare la Via Lattea avete bisogno di attrezzature costose, come un’ottica che abbia almeno un’apertura del diaframma di f/2.8, e una fotocamera con una buona resa ad alti ISO, per comporre uno StarTrail avrete bisogno solo di una fotocamera che supporti la Posa B (otturatore aperto a comando manuale), di un’ottica, di un solido cavalletto e di un intervallometro che potete acquistare su Amazon.it per pochi Euro.

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L’intervallometro è molto importante: per poter generare uno StarTrail d’effetto è necessario fare una gran quantità di scatti, e più scatti farete più saranno lunghe le scie nel cielo. Inoltre più lungo è il tempo di esposizione, meno scatti dovrete fare per ottenere lo stesso risultato, poiché le scie verranno più lunghe per ogni scatto. È tutta una questione di scatto.

A seconda della stagione, e del luogo in cui vi trovate, ricordatevi di portare un’abbigliamento adeguato per poter attendere qualche ora che la vostra sessione di scatto termini, come bevande calde, qualche snack, e se potete anche qualche amico!

Sequenza di scatto

Premetto una piccola cosa prima di darvi le dritte sulla sequenza di scatto da eseguire. Tutto ciò che ho spiegato nel precedente articolo, riguardo la messa a fuoco, non è cambiato, e se non lo avete ancora letto vi raccomando di farlo per capire le meccaniche di messa fuoco in situazioni di assenza di luce.

Detto ciò, cominciamo subito con il metodo per impostare la vostra sessione di scatto!

Dopo aver messo a fuoco, per generare uno star trail imposto il telecomando su 30 secondi, in modo da avere già delle scie abbastanza lunghe, e faccio circa 100-200 scatti, in base alla situazione climatica e al tipo di risultato finale voglio ottenere. Esponendo ogni foto per 30 secondi, per fare cento scatti ci impiegherete circa 50 minuti, quindi calcolate bene quanti scatti volete fare, in modo da capire quanto dovrete attendere prima che la vostra sessione di scatto sia terminata: in queste situazioni i tempi si dilatano parecchio, ed è fondamentale calcolarli prima.

Eccovi un paio di esempi su come potreste impostare la fotocamera:
f/1.4 e ISO400 e 30s
f/2.8 e ISO1600 e 30s
f/4.0 e ISO3200 e 30s
f/5.6 e ISO6400 e 30s

Ovviamente, se raddoppiate il tempo di esposizione o dimezzate l’apertura del diaframma, o dimezzate la sensibilità ISO (consigliato) quindi, se scattate 60 secondi anziché 30, ricordatevi di impostare per esempio la sensibilità ISO da 3200 a 1600!
Prima di cominciare la sessione fate qualche scatto di prova, in modo da assicurarvi che l’esposizione sia corretta e soprattutto che vi aggradi.

Dopo aver impostato il numero di scatti che volete fare nell’intervallometro, e il tempo di posa (esposizione), tutto quello che dovrete fare è assicurarvi che non ci sia un ritardo impostato fra uno scatto e l’altro, e dopo aver premuto il bottone START per far partire la sessione, la fotocamera e il telecomando faranno il resto!

Come Assemblare uno startrail

Per assemblare le foto in modo da creare uno StarTrail, è necessario utilizzare dei programmi specifici, oppure una tecnica molto semplice di Photoshop che serve a  fonderle “manualmente”:

PER MAC OSX: esiste un programma chiamato StarStaX, che compone automaticamente lo StarTrail una volta che avrete caricato tutte le foto nel programmino. L’unico problema, secondo me, è che le foto devono essere caricate in JPEG, quindi si perde la possibilità di eseguire uno sviluppo approfondito della fotografia finale in Photoshop.

PER WINDOWS: per PC esistono molti programmi per assemblare le fotografie, ma i due più utilizzati sono StarStaX e StarTrail e quest’ultimo supporta anche i formati TIFF e BMP oltre al JPEG. La fusione in TIFF è sicuramente più impegnativa per il vostro computer, ma vi assicurerà successivamente un maggiore controllo della foto durante lo sviluppo in Photoshop.

MANUALMENTE IN PHOTOSHOP: Se non volete passare per altri programmi, e volete lavorare il file in Raw, è necessario conoscere una facile tecnica da utilizzare su Photoshop. In realtà, come potete vedere nel video quì sotto è molto semplice: basta caricare le foto  e assemblarle con la modalità di fusione “schiarisci”. Dopo aver unito tutti i livelli con il tasto “Unisci Visibili” potrete cominciare il vero e proprio sviluppo. Facile no?

Tips and Tricks

Penso di aver trovato quattro consigli importanti da potervi dare per essere sicuri di portare a casa qualcosa di buono, senza incappare in problemi di percorso.

Chiudere il mirino: ricordatevi di chiudere il mirino prima di cominciare a scattare. Eviterete così che possa entrarci per sbaglio della luce, come quella di una torcia o semplicemente quella riflessa dal vostro corpo. Del nastro isolante può andare benissimo in queste situazioni.

– Batterie: una delle cose più importanti in fase di scatto sono proprio le batterie, che in questo caso si scaricano molto velocemente, poiché la fotocamera scatta continuamente e ad alti ISO. Se poi aggiungete questi due fattori al freddo della montagna o del luogo dove scattate, le batterie verranno prosciugate in poco tempo: io consiglio di portarne almeno 2 cariche e pronte all’uso.

Meteo: Controllate sempre il meteo poco prima di partire,come meteoblue.com e 3Bmeteo.com che sono abbastanza affidabili (preferisco il primo, ma non si trovano tutte le località), perché se dovessero esserci nuvole, gli scatti verranno rovinati da esse, specialmente se sono in movimento.

– Salviette riscaldanti: sono utili e comode per scaldare mani e piedi, ma in questo caso voglio condividere con voi una mia esperienza diretta. Quando scattate di notte, al freddo, e puntate la fotocamera verso l’alto, la lente frontale della fotocamera si raffredda, e per un processo che ora non è opportuno spiegare, si crea della condensa sulla lente frontale che rovinerà tutti i vostri scatti. Per questo consiglio di infilare delle salviette riscaldanti (io ne metto 3) in un calzino fine di cotone, e legarlo con del nastro isolante attorno all’obiettivo, il più vicino possibile alla lente frontale. Questo la farà rimanere calda, prevenendo la formazione di condensa!

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Composizione: la regola dei terzi.

 

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