Dopo essere stato ormai un paio di volte a fotografare la Norvegia Artica, sono riuscito a delineare una interessante lista di consigli, per prepararti al meglio al tuo prossimo viaggio. Andare alla ricerca delle luci del nord, non è poi così difficile come te lo immagini, e molto semplicemente basta essere nel posto giusto al momento giusto, con qualche piccolo accorgimento per essere pronti ad eseguire lo scatto premeditato.

Assieme alle luci del nord, ci sono migliaia di possibili soggetti, spaziando dalle cime dei fiordi al cristallo di ghiaccio posato sulla sabbia, con quindi altrettante possibilità di riscontrare problemi, di piccola o grande natura, che adesso andremo ad analizzare.

Aurora Boreale

Anche se il meteo è molto variabile nella Norvegia artica, la prima cosa che serve per fotografare le luci del nord è avere un cielo abbastanza pulito, senza troppe nuvole che coprono il cielo.
La seconda cosa è provare a dare un’occhiata all’App Aurora Forecast, o all’omonimo sito internet, che tramite gli ultimi rilevamenti dell’attività solare, cerca di fare una previsione del grado di aurora boreale che potrebbe mostrarsi nelle ore a venire.

Lofoten_flakstad

La terza è la fase di scatto. Una volta arrivato sul luogo dove vuoi aspettare l’aurora, fai qualche scatto di prova per trovare una composizione. Dopodiché il mio consiglio è quello di bloccare la testa e sganciare la fotocamera, per poi chiudersi in auto finché le luci del nord non cominciano la loro danza nel cielo. Quando sarà finalmente visibile, e una volta fissata la fotocamera, e preventivamente attaccato lo scatto remoto in auto, dovrai cercare di mettere a fuoco, e dopo aver fatto qualche scatto di prova e sistemato la fotocamera potrai cominciare la sessione vera e propria.

Il mio consiglio è di spaziare fra i 4 e i 25-30 secondi, a ISO 800-1600 e f/2.8-4 in base alla quantità di luce presente. Se l’aurora è molto forte e veloce, dovrai scattare con tempi non superiori ai 4 secondi, mentre se è debole e lenta potresti anche pensare di esporre per 25-30 secondi. È tutta una questione di prove ed esperimenti, non esiste una situazione “standard” in questi casi.

Preparati ai cambi repentini delle condizioni meteo.

Una delle prime cose che mi viene in mente quando parlo di andare a fotografare la Norvegia, è sicuramente l’instabilità delle condizioni meteo. Verso l’entroterra Artico, e quindi spostandovi più verso la Svezia, il clima è abbastanza costante e “programmabile”, ma se cominci a spostarti verso le tanto nominate Lofoten, o verso qualsiasi altro pezzo di costa bagnato dal Mare del Nord, non esiste previsione meteo che tenga.

Lofoten_myrland

Non sarebbe la prima volta che mi capita di avere una giornata tipo di questo genere: mattina pioggia, mezzogiorno sole, pomeriggio nuvolo, sera neve, e notte sereno. Quasi sempre le previsioni meteo non ci azzeccano per nulla, o meglio le uniche previsioni “abbastanza precise” sono quelle per l’ora dopo.

Lofoten_flakstadoya

Per ovviare a questo meteo sempre instabile, porto sempre con me un piumino leggero, un piumino pesante (fino a -30), un guscio in Gore-Tex, pantaloni normali e da neve, coperture varie per la pioggia (fotocamera, pantaloni), i miei scarponi da montagna e ovviamente un paio di panni in microfibra per pulire le lenti.

Quasi dimenticavo… i MoonBoot! Che siano di Decathlon o di altre marche, quando c’è neve sono un must assieme ai pantaloni da neve! Prendili di mezza o una misura in più, per poterti mettere un paio di calzini aggiuntivi nel caso facesse più freddo del previsto!

Occhio alle onde!

Come molti fotografi di Seascape probabilmente già sanno, prima di mettere il cavalletto definitivamente sul punto di ripresa è bene dare un’occhiata alle onde. Osservare le onde per un po’ di tempo è l’unico modo per capire dove sistemare in sicurezza il treppiede, senza che un’onda ti porti via tutto.

Lofoten_uttakleiv

Se osservi bene a volte può capitare che alcune onde riescano ad essere il doppio più alte rispetto a quelle normali, lasciandoti ben poco margine di errore nel caso si dovessero abbattere verso di te. Io stesso a Uttakleiv, nelle Lofoten, ho quasi rischiato tutto, prendendo il cavalletto al volo e lavandomi dal ginocchio in giu. Quindi occhio alle onde!

Porta delle batterie di riserva

Le batterie di riserva sono l’essenza di una giornata di scatti. D’inverno però soffrono moltissimo, tanto da dimezzare e più la loro durata se sottoposte a temperature di lavoro estreme.

La Norvegia per le batterie è estrema. Nelle tiepide Lofoten difficilmente incontrerai temperature sotto i -10°C, ma se ad esempio hai intenzione di andare ad esplorare la parte più interna, la parte della Lapponia Svedese o Finlandese, le temperature possono crollare anche sotto i -40°C, e credimi, le batterie dureranno davvero una manciata di scatti.

Lofoten

Se una batteria Canon LP-E6 dovrebbe fare 1000 scatti (ne fa anche 1300-1400), a -10 non mi stupirei se riuscisse a farne non più di 4-500. Tu forse mi dirai che sono tanti, io ti dico che se hai in mente di fare un piccolo timelapse del viaggio almeno 4-5 batterie al giorno ci vogliono. Se invece programmi di fare solo degli scatti ad alba-tramonto e aurora, in una giornata te ne basteranno 2, con la terza di riserva sempre carica.

Ricordati una cosa essenziale: tieni SEMPRE le batterie in una tasca interna del giubbotto, al caldo!

Due corpi macchina?

Se hai la possibilità di avere due corpi macchina sarebbe ovviamente meglio, poiché con il freddo, l’acqua e le vicissitudini che potrai sentire parlando con chi è già stato a visitare questi luoghi, ti convincerai che avere una riserva pronta potrebbe salvare il tuo viaggio.

Lofoten_eggum

Il treppiede più pesante

Un’altra delle cose interessanti che ho ormai assodato, nella neve delle Dolomiti e nella sabbia delle spiagge Norvegesi, è che il treppiede deve essere solido e pesante per due motivi: la consistenza di sabbia e neve e il vento.

Il vento è davvero molto forte a volte, e quando c’è tanta neve appena caduta può capitare di trovarsi in mezzo a delle nuvole di “polvere di neve” spinte dalle fortissime raffiche, rimanendo nel buio visivo per qualche attimo. Avere con sé un treppiede molto solido è fondamentale, e più è pesante meglio ti troverai. Se non hai in programma di fare escursioni per raggiungere qualche spiaggia isolata, stai ben alla larga dal pensiero di portare un cavalletto leggero.

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La neve e la sabbia possono essere terreni molto ostici, sulla neve non riuscirete mai a conficcarlo in modo che stia fermo, e sulla sabbia invece dovrete stare attenti a non far flettere le gambe del treppiede durante la composizione. Per ovviare a questi due problemi esistono delle racchette per treppiede fatte da Manfrotto che aumentano la superficie d’appoggio, ed è possibile trovarle su Amazon a 28€.

Aspettate il momento giusto fino alla fine

Quante volte ti è capitato di andare via da un posto troppo presto, e di perdere per sempre quel magico momento?
Ti è mai successo di vedere il magico tramonto apparire sullo specchietto retrovisore? Alle Lofoten mi è successo più di qualche volta.

Lofoten_

Come prima ti accennavo, nella parte artica della Norvegia, il meteo cambia molto velocemente, così come le condizioni di luce che potresti riuscire a fotografare. Se è ad esempio stai aspettando l’ora del tramonto e c’è piccola bufera nevosa di passaggio sopra di te, è molto probabile che nel giro di pochi minuti il cielo torni a mostrarsi, regalandoti uno scenario imperdibile.

Uno dei miei migliori consigli è forse quello di aspettare, sempre e comunque, fino alla fine dei giochi di luce, perché la Norvegia ha sempre un asso nella manica da sfoderare all’ultimo minuto.

Conclusioni

Come potrai immaginare, oltre ad aspettare il momento giusto e programmarsi bene con tutto il resto, un’altra cosa che potrebbe aiutarti veramente quando pianifichi di andare a fotografare la Norvegia artica, o le Lofoten, è restare più tempo possibile in viaggio. È ovvio che devi avere un po’ di fattore C (Chiappe), perché se trovi una settimana di pioggia e neve magari porti a casa delle belle albe e tramonti, ma niente Aurora.

Dopo tutto questo lunghissimo articolo, ti auguro buon viaggio!
Se avete delle domande su come arrivare in macchina in quei luoghi, sarò ben contento di rispondervi nei commenti qui sotto.

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